Leaving Italy - Living DownUnder

Piccolo diario di bordo
venerdì, 08 febbraio 2008

Barriera corallina

31 gennaio

Gita alla Great Barrier Reef! Lady Musgrove Island, per la precisione.

Partiamo al mattino, all'alba, per imbarcarci in un paesino chiamato Town of 1770; il viaggio in barca e piuttosto movimentato, il mare e mosso e la barca fa salti anche di un paio di metri – o quantomeno questa e l’impressione a bordo. Un numero enorme di passeggeri vomita negli appositi sacchetti, che il personale di bordo distribuisce senza parsimonia. Il sudafricano dietro di me vomita letteralmente per tutto il tempo. Io sono nel ristretto gruppo di passeggeri che non rivede la propria colazione, anche se diverse volte l'ho sentita agitarsi e mordere il freno per uscire.

Arriviamo a Lady Musgrove Island, una piccola isola corallina circondata da un mare di un colore incredibile. La spiaggia e composta interamente di coralli frantumati, sbiancati dal sole e levigati dalle onde. Purtroppo non e consentito porterne via nemmeno un pezzetto, e io sono una ragazza troppo ligia e corretta per disturbare il delicato ambiente marino; peccato, perche mi sarebbe sinceramente piaciuto portare con me un piccolo souvenir.

Dopo un leggero pranzo a base di insalata fatta con ananas, cocco e panna, decido di fare un po di snorkeling, soprattutto per non deludere chi al ritorno mi chiedera se l'ho fatto. L'esperinza e bellissima; nuotare in mezzo a pesci tropicali, per niente spaventati dagli umani, su altissimi coralli, e incrdibile. In una certa misura pero e spaventoso, essere in un ambiente cosi diverso da quello abituale, in un elemento che comunque non e il nostro, mi ha fatto sentire vulnerabile, preda facilissima per qualsiasi pesce o essere marino che avesse deciso che la mia presenza non gli andava a genio. Ero sinceramente spaventata, e temo di non essermi goduta appieno l'esperienza : (

La giornata  comunque stata bellissima, una di quelle che rievochero piu' spesso quando ripensero a questo viaggio.

postato da: purplewaratah alle ore 23:24 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: in viaggio
venerdì, 08 febbraio 2008

Fanculo le banche

30 gennaio

Postpay bloccata. Fanculo. Ho con me poche decine di dollari in contanti, che per quanto utili dal vivo, sono ovviamente completamente inutilizzabili su Internet. Cosi non posso prenotare la gita alla barriera corallina (per fortuna si puo fare anche dal vivo) o lo shuttle bus per sabato mattina (che invece si puo prenotare solo via web). Non riesco a telefonare ai numeri di servizio delle Poste, sono numeri gratuiti e dall-estero non funzionano. Chiedo aiuto al nonfidanzato, che fortunatamente riesce a scoprir che la mia carta e stata bloccata perche ho superato il massimale di spesa consentito all'estero – come facciano a saperlo non lo so, visto che la uso solo su Internet, ma vabbe, l'importante e che in un paio di giorni si rimetta a funzionare.

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categorie: giornatadimerda
venerdì, 08 febbraio 2008

Bundaberg

29 gennaio

Molto meglio!

In mattinata gita alla distilleria del Bundaberg Rum, con assaggi gratuiti di un rum speciale, non in commercio, aromtizzato con cioccolato, caffe e vaniglia e servito con una genrosa dose di panna liquida: buono, proprio buono, ero tentata di comprarne una bottiglia e scolarmela in ostello – tanto non e che io guidi qui. Ho resistito, dopotutto dopo un solo bicchiere ondeggiavo gia.

In serata invece gita alla spiaggia di Mon Repos, per assistere allo schiudersi di un nido di tartarughe. Si vedevano dozzine e dozzine di tartarughine emergere dalla sabbia e dirigersi  verso la fonte di luce piu vicina. Le biologhe volontarie le prendevano una per una per poggiarle in un piccolo recinto di rete, per poi liberarle tutte insieme verso il mare, tra due ali di turisti emozionati come bambini. Ed e stato davvero emozionante, vedere quelle creaturine nascere alla vita, cominciare il cammino che poche di loro percorreranno fino alla maturita. E mentre tornavamo verso il centro ho alzato lo sguardo dalla sabbia, e mi sono trovata sotto ad un meraviglioso cielo stellato, senza una nuvola, che mi ha regalato la vista di nuove stelle e nuove costellazioni – la Via Lattea, la Croce del Sud, e milioni e milioni di stelle perfettamente nitide nell-aria pulita e fine della barriera corallina. Ero incantata dallo spettacolo immobile, quando un guizzo improvviso mi ha stupito, seguito dopo poco da un altro; e ho scoperto che qui le stelle non cadono a meta agosto ma a fine gennaio! era la notte dopo San Lorenzo! e io ho visto due stelle ritardatarie, ed espresso due piccoli, prevedibili desideri. Poca cosa, ma sufficienti a rendermi felice, se mai si avvereranno.

postato da: purplewaratah alle ore 23:22 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: vita
venerdì, 08 febbraio 2008

In vacanza

28 gennaio 2008

In vacanza. Giusto una settimana, per riprendermi dallo shock dei Bambini prima di spostarmi a Melbourne e cercarmi un altro lavoro, possibilmente meno stressante che fare la casalinga.

Dopo un viaggio in treno di parecchie ore arrivo a Bundaberg, ridente paesello del Queensland. Che abbia da ridere poi non so, visto che e un buco senza alcuna attrattiva se non una distilleria di rum mediocre. Ma e il posto piu meridionale da cui partano le gite per la barriera corallina, percio va bene.

L'ostello che ho scelto, il Footprints, e' una topaia. C'e' un solo bagno, che serve circa ventidue persone. Ecco perche non c'erano foto sul sito, fanculo. Con la mia fortuna arrivo in citta in un giorno di festa nazionale, e devo girare ore per trovare un supermercato aperto – e rifiutare un passaggio in auto da un vecchio laido turco troppo insistente.

Speriamo domani vada meglio.

postato da: purplewaratah alle ore 23:22 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: vita
venerdì, 08 febbraio 2008

Au Pair

27 Gennaio 2008

Ultimo week-end a Brisbane. Come Brisbane? direte voi, non eri a Sydney nell'ultimo post? Appunto, nell'ultimo post risalente a oltre tre mesi fa. Che blogger del cazzo che sono. Vabbe.

Noto che questa tastiera non ha lettere accentate. Grandioso.  

Ma torniamo a Brisbane. Il lavoro a Sydney non ha funzionato, ero una schiava della macchina da caffe. Sono finita a fare la ragazza alla pari in una famiglia, a Brisbane appunto. Il lavoro non era appassionante, dopotutto si trattava solo di occuparsi di due bambini, Joseph (d'ora in poi Cinnazzo) che compira' due anni tra pochi giorni, e Sarah (la Cinnetta) che quando sono arrivata aveva tre settimane. Da, tipo, il secondo giorno, mi e stata delegata interamente la Cinnetta. Me ne occupavo interamente io. Non l-allattavo, ma era l'unica cosa che non facessi. Con mia somma gioia, visto che il Cinnazzo, appena persa la posizione di unico preziosissimo figlio, era intrattabile; era insubordinato con tutti,  particolarmente aggressivo con me e la Cinnetta. E' stata un'esperienza indimenticabile, piu'  nel male che nel bene purtroppo. Ora ho molta piu' comprensione per le mamme che affogano i neonati o uccidono i figli piccoli. Seriamente. I bambini sono dei vampiri. Succhiano tutte le risorse dei genitori, fisiche, emotive ed economiche. Quando hai un bambino smetti di essere una persona, diventi un Genitore. Un genitore e qualcuno che deve completamente mettersi da parte, qulcuno che deve mettere costantemente in secondo piano ogni propria esigenza, per soddisfare quelle del Bambino. Innanzitutto un paio di precisazioni sulla terminologia; i Bambini non piangono, urlano. E non chiedono, pretendono. E se ne fregano al 100% di qualsiasi altra esigenza di chiunque altro, genitore in primis. Ci sono solo loro e i loro bisogni. Nient-altro e importante, nient'altro li tocca. E il genitore deve  soddisfare ogni esigenza e spesso ogni capriccio, pena l'inizio di ululati ferini, a volume lacerante e di durata incredibilmente lunga. Un bambino che non riesce a dormire, urla. E non importa quanto lo culliate, lo nutrite, gli facciate il bagnetto o gli cambiat il pannolino. Urla e basta. E soprattutto, non importa quanto siate stanchi o stressati, o il fatto che lo stesso esserino vi abbia tenuto svegli tutta la notte. Nessuno di questi elementi e un-attenuante agli occhi del Bambino, nessuno di questi sacrifici vi dara diritto ad uno sconto di pena – diciamo solo dieci minuti di urla invce di quaranta. No, il Bambino urlera' finche non ne sara' stanco. E possono volerci ore. Le madri assassine hanno tutta la mia comprensione.   

E il punto e che non finisce mai. Non e che il Genitore faccia lo schiavo solo per il primo anno, o i primi tre o cinque o diciotto. Quando si ha un figlio si smette di essere persone, si diventa Genitori, e non si ritorna piu' allo stato precedente. Si e' Genitori e basta. Si puo cercare di far del proprio meglio e cercare di essere buoni genitori, o rinunciare e diventare cattivi genitori, ma si e' sempre e comuque genitori, condizione che permane tutta la vita. E un impegno molto piu' gravoso di qualsiasi altro, e molto piu' lungo. La tua vita e' segnata, non hai piu' il diritto di operare scelte autonome che non tengano in considerazione il Bambino. Non puoi piu' muoverti liberamente, o decidere cosa fare della tua vita, perche' avrai sempre la responsabilita' del Bambino. Devi rinunciare a grandissima parte delle liberta' personali. I bambini dovrebbero vedersela col tribunale di Ginevra.

  

postato da: purplewaratah alle ore 23:21 | link | commenti | commenti
categorie: vita, paranoie
mercoledì, 17 ottobre 2007

Sistemata!

Dunque, scusate il ritardo con cui dò la notizia ma sono stata un po' indaffarata.

Dopo tanto penare e girare a vuoto, ho trovato casa e lavoro!

Niente di favoloso, un appartamento condiviso (molto condiviso, siamo circa sette se ho contato bene) ma centrale, pulito ed economico, e un semplice lavoro da barista, anche questo centrale, così posso andarci a piedi. L'affitto è basso e la paga è discreta, perciò posso darmi alla pazza gioia nei week-end! Incredibile, un lavoro da barista coi w-e liberi! Oggi ho preso il primo stipendio, 325 AUDs per 3 gg di lavoro, e sono corsa a comprarmi un paio di scarpe su cui avevo messo gli occhi appena arrivata, ma di cui avevo rimandato l'acquisto a quando, appunto, avrei avuto un lavoro. Me-ragazza-saggia!

E' fantastica la sicurezza che dà l'avere un lavoro, anche se non si è a corto di soldi.  

postato da: purplewaratah alle ore 10:36 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: vita, notiziole
giovedì, 04 ottobre 2007

Impressioni

Piccole osservazioni sull’Australia, o quantomeno su Sydney:

-         è piena di tamarri

-         è piena di cinesi, che stanno solo tra loro, hanno negozi con insegne in cinese, mettono annunci per coinquilini solo in cinese. E parlano malissimo l’inglese

-         è piena di tedeschi. Sono ovunque, sembrano numerosi quanto gli australiani

A me gli australiani piacciono. Sono sempre svaccati, vestono un casual molto diverso dal nostro (sembrano davvero vestiti a caso), e sono molto autoironici. All’inizio credevo che si ubriacassero di continuo, invece sono solo allegri. Cioè, bevono un sacco, sia chiaro, ma sono anche molto allegri di natura. Non come i tedeschi, che lo sono solo da ubriachi. Gli aussie (di retaggio europeo) sembrano sempre in vacanza, ballano come idioti senza averne il minimo imbarazzo, su musica non necessariamente recentissima – venerdì scorso in un locale stipato del centro abbiamo ballato i Queen e gli AC/DC. Sono molto gentili, ti offrono aiuto anche quando non lo chiedi, se sembri in difficoltà. Sono davvero informali come da cliché. E poi sono così fighi, fanno molta vita all’aperto e si vede. Sì, mi piacciono proprio.   

postato da: purplewaratah alle ore 08:05 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: vita
giovedì, 27 settembre 2007

What the hell I’m doing here?

Lo so che avevo promesso di tenervi aggiornati sulle mie avventure australiane, che avevo creato questo blog apposta, e che tacere completamente le prime 2 settimane di permanenza non è esattamente “tenere aggiornati”. Ma ho avuto i miei buoni motivi.

Principalmente, è stato un periodo di merda.

Il viaggio è stato devastante. Undici ore di volo senza potermi stendere, causa bracciolo fisso. Cinque ore di sosta alle Mauritius, di cui due passate nel parcheggio dell’aeroporto e tre chiusa nel terminal, a guardare il mare e le colline di un paradiso tropicale che non ho potuto vedere. Altre undici ore di volo, senza potermi stendere causa vicina di posto, una vecchia che parla solo francese. Atterraggio al martedì mattina, praticamente all’alba, un freddo porco. E secondo voi, cos’è la prima cosa che faccio in Australia, una volta passati i controlli (nascondendo la scorta di pillola) e trovandomi finalmente sul suolo australiano? Ordinare un caffè? Comprare una rivista? Comprare l’abbonamento all’autobus/treno/traghetto? No amici, niente di così eccitante. La prima cosa che faccio finalmente arrivata a Sydney è rispondere alla telefonata di mio padre, che ovviamente non può aspettare il messaggio che gli avevo promesso, no, deve decidere lui quando ci sentiamo. Così brucio gli ultimi euro della mia moribonda ricarica con uno scatto alla risposta ad una chiamata intercontinentale tra cellulari. Very clever, isn’t it? Di conseguenza nn ho più i soldi per avvertire amici e amiche tramite sms, decisamente più economici. Mi viene da pianger per la rabbia.

E durante il giorno il mio umore non migliora. Fa molto più freddo di quanto pensassi, ho solo vestiti leggeri che indosso l’uno sull’altro. E sono a diciassettemila chilometri da chiunque mi voglia bene. Completamente sola, senza una casa, senza un lavoro, senza nessun appoggio. Passo il primo giorno a piangere per strada. E penso seriamente di risalire sul primo volo per l’Italia.

Non lo faccio per il sensato motivo che per venire qui ho lasciato sia il lavoro che la casa, e dopotutto la situazione non sarebbe poi molto migliore, a parte il fatto che non avrei nemmeno più un sogno da realizzare.

Passo la prima settimana piangendo. Scoppio in lacrime da un momento all’altro, per strada, a tavola, nel letto. A dire il vero, sono continuamente sull’orlo delle lacrime.

L’ostello è carino e pulito, ma difetta gravemente di acqua calda, perciò le docce sono nel migliore dei casi tiepide, e sempre molto brevi. Quello che in Italia mi dava sollievo, mi calma i nervi e mi rasserena, qui non mi dà il minimo piacere.    

La seconda settimana cerco di reagire un po’. Al mercoledì compro il giornale, il Sydney Morning Herald, per analizzare l’inserto delle offerte di lavoro. Una in particolare attira la mia attenzione: in piccolo bar che cerca una barista con un po’ d’esperienza. Compio un piccolo sopralluogo, e m’innamoro del posto: un bar all’aperto, nel centro finanziario, che serve caffè e cappuccini agli impiegati della zona. Il collega è simpatico, vuole imparare l’italiano, sa già qualche parola, andiamo d’accordo. Il lavoro è semplice: prendo l’ordinazione, scrivo sulla tazza di carta i dettagli, faccio pagare. Mi piace. Lo so fare. È il mio lavoro, lo è stato per anni. Lo faccio bene. Una prova di un’ora e mezza, pochissimi errori. E invece la doccia fredda: il boss che dice “I’m sorry, but your English is not good enought for the job”.  

E un’altra settimana di umore bassissimo. Se il mio inglese non è sufficiente per fare cappuccini, che cazzo di lavoro posso fare? Non certo lavorare alla reception di un albergo, figuriamoci alla Travelex! Vago per la città senza una meta, mi sento completamente alla deriva, senza una casa, un lavoro un amico. Mi sento un’idiota ad aver mollato quello che avevo, per venire qui a non avere niente. Nessuno mi ha costretta, ho deciso volontariamente. I cannot believe I’ve been so stupid. What the hell I’m doing here? Per una settimana mangio solo schifezze. Aggiungo panna nel latte.

Mi offro come ragazza alla pari, ma non ho alcuna esperienza e nn mi sceglie nessuno.   

Poi mi arriva una mail, una delle mie migliori amiche ha comprato casa. E sono felice. Sono felice per lei, fa una vita di merda coi suoi genitori e ora finalmente se ne andrà da lì, da loro. Penso che non ha idea di come si gestisca una casa, deve partire da zero, occuparsi delle bollette, della spesa quotidiana, far quadrare i conti con il mutuo. Mi chiedo se abbia finito di pagare la macchina. Per lei si apre un periodo difficile, sarà stressantissima, ma so che ce la farà, ce la farà alla grande.  

Non so se sia questa considerazione ad infondermi energia, o se è solo che è passato l’impatto iniziale e so che anch’io ce la posso fare, o meglio, è chiaro che ce la farò, che qualche cosa farò, troverò un lavoro e una casa, ovviamente. E so che il periodo peggiore è passato, e se affronterò settimane di scoramento in quest’anno non saranno come quelle passate.

Nel giro di poche ore mi iscrivo ai corsi necessari per lavorare legalmente nei bar, rispondo ad annunci, organizzo colloqui, raccolgo numeri di telefono di gente che affitta stanze.

Probabilmente il colloquio di oggi non andrà a buon fine. Probabilmente nemmeno quello dopo. Forse nemmeno quello seguente. Ma tanto so già che ce la farò, ovviamente, anche perché non ho alternative. Non morirò certo di fame sotto un ponte!

E ora sono qui, e ho davanti un anno meno due settimane, di vita australiana da vivere. Finisco il mio Mochacino e vado a cominciare.

 

 

postato da: purplewaratah alle ore 08:33 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: vita, giornatadimerda
martedì, 11 settembre 2007

Sono arrivata....

... e sono a pezzi.

Non fisicamente, nonostante il viaggio mi sento bene, non energica ma a posto.

E' emotivamente che non ce la sto facendo. Ho pianto quasi ininterrottamente per il primo volo, e parecchio anche durante il secondo. Mi manca M., mi manca come non avrei mai pensato possibile, vorrei cancellare gli ultimi due giorni, anzi l'ultima settimana, rifugiarmi tra le sue braccia, stringerlo a me e chiedergli di non lasciarmi andare via. Baciarlo, rotolarci di nuovo sul letto che non ho piu', dormire stretti l'uno contro l'altra, il naso pieno del suo profumo, le sue mani sulla pelle, nella carne.

Perche' me ne sono andata? mi sono impuntata con la caparbieta' di una bambina, e ora sono a diciassettemila chilometri da lui, anzi a diciassettemila chilometri da chiunque io ami, senza una casa, senza un lavoro, una nullita' per chiunque. Cosa cavolo mi e' saltato in mente?

postato da: purplewaratah alle ore 00:47 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: vita, paranoie
domenica, 09 settembre 2007

Un saluto

Oggi parto. Tra meno di dodici ore mi starò imbarcando a Malpensa, destinazione Australia. Dedico a chi legge una piccola poesia di Pablo Neruda.

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni  giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.


postato da: purplewaratah alle ore 07:53 | link | commenti | commenti
categorie: vita
giovedì, 06 settembre 2007

Ieri gita a Gardaland con il mio non-fidanzato!
Ometterò i dettagli sulle numerose infrazioni all'art.527 del codice penale italiano, ma è stato davvero molto divertente!
A presto le foto
postato da: purplewaratah alle ore 19:54 | link | commenti | commenti
categorie: vita, piccolecose
lunedì, 03 settembre 2007

Ultima domenica in Italia

Ieri è stata una giornata piuttosto piena!
Dopo il lavoro (eh sì, pure di domenica -_-) sono andata col mio nonfidanzato a visitare il parco di Villa Sorra: era un posto che frequentavo da bambina, ci facevamo i picnic nelle domeniche di primavera, e ci tenevo a rivederlo. Abbiamo subito una visita guidata di un'ora e mezza,  molto interessante ma decisamente di corsa. Mi ha fatto moltissimo piacere rivederla, e anche notare che moltissime cose me le ricordavo, compresa una veranda a pelo dell'acqua in cui ero stata l'ultima volta all'età di un anno! O_O

Presto metterò le foto. Appena capisco come si fa, insomma.


Poi la sera abbiamo fatto una cena tra cugini, c'erano tutti ecetto mio fratello che è in vacanza in Spagna. E' stato molto bello rivederli tutti, salutare tutti, abbiamo mangiato un'ottima pizza (alla Fattoria di Sangio, ottima davvero) . Ho dato i miei contatti a mia cugina Fabiana, quella cui ero più legata da bambina - e anche ora a dire il vero. E' stato strano essere lì, spalla contro spalla, di nuovo, come da piccole, quando ci vedevamo tutti i giorni, e sapere che presto saremo agli antipodi. Ho rivisto la zia Lucia, quella con cui sono cresciuta, e mi sono un po' commossa (me-piagnona  )
ho fatto qualche foto da tenere sul pc e poter mostrare a chi mi chiede della mia famiglia. Anche queste coming soon.
postato da: purplewaratah alle ore 09:54 | link | commenti | commenti
categorie: vita, piccolecose
sabato, 01 settembre 2007

Hola!

Salve a tutti!
Dunque, questo è il blog del mio viaggio in Australia.
Non sono ancora partita, perciò non è che io abbia molto da scrivere al momento... Partirò domenica 9 Settembre, cioè tra 8 giorni. Non vedo l'ora, anche se sono sempre più spaventata
Oggi ho cercato di fare i bagagli, ma mi sa che dovrò lasciare a casa dei miei un bel po' di roba, sono sui 28 kg mentre ne posso portare solo 23... dannata Air Mauritius
Aggiornamenti appena avrò qualcosa di interessante da scrivere.
Bye bye!
postato da: purplewaratah alle ore 20:04 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: vita

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